Il Dott. Paolo Re responsabile del SERVIZIO CHIRURGIA GENERALE/VASCOLARE presso il nostro centro ci parla dell’ECOCOLORDOPPLER E DELL’IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE.
Ecocolordoppler: l’importanza della prevenzione
Cos’è l’ecocolordoppler?
L’ecocolordoppler vascolare è una metodica diagnostica non invasiva, che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico al loro interno.
Si possono esaminare:
- Tronchi sovraortici
- Flusso arterioso degli arti superiori e inferiori
- Flusso venoso degli arti inferiori
- Vasi addominali
- Area perineale
Per diagnosticare:
- Insufficienza venosa
- Aneurismi
- Stenosi arteriose
- Trombosi venose superficiali e profonde
Per la sola insufficienza venosa i sintomi che dovrebbero suggerire la necessità di fare un’ecocolordoppler sono:
- Caviglie gonfie
- Crampi ai polpacci
- Edema dell’arto coinvolto
- Flebite
- Formicolii alle gambe
- Iperpigmentazione della pelle
- Ispessimento della pelle
- Pesantezza alle gambe
- Prurito
- Ulcere cutanee
- Vene varicose
Modalità di esecuzione di un ecocolordoppler
L’esame è indolore e non invasivo dato che si svolge come una normale ecografia.
L’esame viene effettuato appoggiando una sonda sulla pelle del paziente. La sonda in questione emette ultrasuoni, onde sonore ad alta frequenza non percepibili dall’orecchio umano, che subiscono deviazioni dalle varie strutture del corpo umano , che poi a loro volta vengono analizzate dalle apposite sonde ecografiche ed inviate all’unità centrale. Un computer elabora le onde riflesse e permette agli esaminatori di valutare sul monitor un’ immagine rappresentativa e diversa per ogni tipo di tessuto. Grazie a questa ricostruzione gli esaminatori sono in grado (una volta acquisite le nozioni base) di poter capire quando ci si trovi di fronte a strutture considerate “normali” o quando ci si trovi di fronte ad alterazioni “anormali” o meglio patologiche.
Quanto conta chi esegue l’esame?
Come nel caso dell’ecografia e di altre metodiche diagnostiche l’esperienza e la competenza del medico che esegue l’accertamento risulta decisiva. Per questo motivo queste metodiche vengono definite “operatore-dipendente” ovvero molto influenzate dalla capacità del medico che le esegue.
Cosa si può studiare con un ecocolordoppler?
I vasi più frequentemente studiati con la metodica ecocolordoppler sono le carotidi e le vertebrali, arterie e le vene delle gambe, i grossi vasi arteriosi e venosi dell’addome, le arterie e le vene degli arti superiori (meno frequente), il cuore con le arterie che da esso partono. Lo sviluppo di questa metodica ha rivoluzionato la diagnostica delle malattie vascolari e cardiache con la possibilità di rilevare e monitorare nel tempo: Stenosi arteriose, Stenosi venose, Aneurismi, Trombosi venose superficiali e profonde, Insufficienza venosa.
Quando eseguire un ecocolordoppler dei grossi vasi addominali?
L’ecocolordoppler addominale permette di escludere la presenza di dilatazioni (aneurismi) o restringimenti (stenosi o occlusioni) a carico dell’aorta addominale. Solitamente si consiglia di eseguire questo accertamento intorno ai 60 anni perché proprio in questa fascia di età si ha la maggior incidenza di questa problematica. Da sottolineare che, solitamente, la presenza di un aneurisma dell’orta non si manifesta con alcun sintomo e che, quindi, solo un ecografia o ecocolordoppler è in grado di scoprirlo. Per favorire l’esecuzione dell’esame è preferibile, nei due giorni precedenti l’accertamento, seguire una dieta priva di scorie, perché i grossi vasi addominali si trovano dietro all’intestino che, se pieno di aria, non permette una buona visione dei vasi retro peritoneali. Anche la forte obesità può rappresentare un ostacolo per la buona visualizzazione dei vasi sia aortici che iliaci, sia arteriosi, che, a maggior ragione, i venosi.
Quando eseguire un ecocolordoppler arterioso agli arti?
Questo tipo di accertamento è particolarmente indicato quando sono presenti patologie come diabete ed ipertensione o quando ci si trova di fronte a pazienti forti fumatori, ipercolesterolemici, sedentari. L’esame risulta particolarmente utile qualora il medico si accorga della mancanza dei polsi arteriosi periferici, nel caso il paziente lamenti dolori alle gambe, ai polpacci, ai glutei, che compaiono dopo alcuni metri percorsi a piedi (claudicatio).
Quando eseguire un ecocolordoppler venoso agli arti?
Questo accertamento è utile quando un arto aumenta di volume e diventa più duro alla palpazione. L’esame permette di scongiurare la presenza di una trombosi di un vaso venoso del circolo profondo, una condizione potenzialmente mortale se non prontamente diagnosticata. L’ecocolordoppler risulta fondamentale nello studio delle varici venose delle gambe, risultando decisivo per scegliere il trattamento più indicato. L’esame permette di evidenziare insufficienze venose che altrimenti passerebbero inosservate o permette di confermare la presenza e l’estensione di eventuali processi trombotici che possono colpire le vene del circolo venoso superficiale. Lo stesso può dirsi per le vene degli arti superiori anche se queste vengono interessate molto meno frequentemente da questo tipo di patologie.