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Neoplasie urologiche e prevenzione

Il Dott. Danilo Zani (Specialista Urologo) primario dell’ U.O. di Urologia presso l’Istituto Clinico Città di Brescia, responsabile del SERVIZIO DI UROLOGIA presso il nostro centro ci parla delle NEOPLASIE UROLOGICHE e di PREVENZIONE.

Dott. Danilo Zani

Dott. Danilo Zani

Dott. Danilo Zani (Medico-chirurgo Specialista in Urologia), primario dell’ U.O. di Urologia presso l’Istituto Clinico Città di Brescia è responsabile del SERVIZIO DI UROLOGIA presso il nostro centro. 


Per info e prenotazioni chiama il n. 030/826551

Patologie trattate:

  • Calcolosi del rene e dell’uretere
  • Incontinenza Urinaria Maschile e deficit erettile
  • Ipertrofia prostatica benigna
  • Neoplasia del pene
  • Neoplasia prostatica (Tumore della prostata)
  • Neoplasia renale (Tumore del rene)
  • Neoplasia vescicale (Tumore della vescica)
  • Neoplasie dell’alto apparato urinario
  • Sindrome del giunto pielo-ureterale
  • Stenosi dell’uretra e ricostruzioni uretrali
  • Tumore del testicolo

Tipologia prestazioni:

  • visita specialistica urologica
  • visita specialistica andrologica
  • ecografia prostatica transrettale
  • ecografia completa via urinarie
  • ecografia rene
  • ecografia vescica
  • ecografia testicoli
  • ecografia peniena

Neoplasia della prostata

Rappresenta il tumore più frequente nell’uomo ed ha un’incidenza del 12%. Raro in età inferiore ai 40 anni, la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età.
Di solito è asintomatico.

La visita, l’esplorazione rettale, il PSA, l’ecografia prostatica o la RMN consentono di individuare quei pazienti da sottoporre a una biopsia prostatica che consente la diagnosi.

I trattamenti sono molteplici, dipendono dal grado di aggressività del tumore. Quando il tumore è confinato alla prostata si può scegliere tra la sorveglianza attiva, la terapia chirurgica (tradizionale o laparoscopica) e la radioterapia. Nelle forme avanzate o metastatiche si può  bloccare la malattia con la terapia ormonosoppressiva e la chemioterapia.

Neoplasie della vescica e della via escretrice

Le neoplasie della vescica rappresentano il secondo tumore urologico per frequenza. Origina dall’epitelio di transizione che si trova sia a livello vescicale ma anche nei calici renali, pelvi ed ureteri e pertanto la neoplasia ha un comportamento analogo. Nella maggior parte dei casi la malattia non interessa la parete della vescica a tutto spessore ma solo la parte più superficiale, mentre in un quarto dei casi la malattia si presenta con un’aggressività maggiore coinvolgendo anche gli strati più profondi dell’organo.
La sintomatologia più frequente è la presenza di sangue nelle urine (ematuria) che può essere visibile durante la minzione oppure può essere un riscontro di laboratorio. I disturbi irritativi, seppur meno frequenti, possono essere presenti e spesso possono essere confusi con la cistite.
La diagnosi si avvale dell’uso della dell’ecografia e della uroTAC – che permette di visualizzare anche l’alto apparato urinario – e della cistoscopia. Utile è anche l’esame citologico delle urine.
Il trattamento dipende dall’invasività della malattia. In caso di malattia non invasiva, la neoplasia si può controllare mediante una resezione endoscopica associata a chemio o immuno terapia endovescicale. In caso di malattia invasiva della parete è necessario provvedere ad un trattamento chirurgico demolitivo, associato ad una derivazione urinaria o nei casi in cui sia possibile ad una ricostruzione della vescica.
La neoplasia dell’alta via escretrice può fare la sua comparsa anche in associazione con la neoplasia vescicale e necessita generalmente di un trattamento chirurgico.

Neoplasie del rene e le cisti renali

I tumori del rene hanno una frequenza più limitata rispetto ai precedenti.
La sintomatologia classica, caratterizzata dalla presenza di sangue nelle urine, dolore al fianco e massa palpabile, non si riscontra spesso. Associati a questi sintomi ci possono essere sintomi aspecifici come febbre, dimagrimento. Tuttavia la maggior parte dei tumori del rene viene diagnosticata in modo incidentale in corso di indagini per altre cause.
La diagnosi si avvale dell’uso dell’ecografia e della TAC addome pelvi che permette di stadiare la malattia.
La terapia è chirurgica e può essere conservativa dove si procede alla rimozione del nodulo, oppure demolitiva. L’intervento può essere condotto in laparoscopia o a cielo aperto.
Le cisti renali sono un gruppo di lesioni di frequente riscontro durante l’indagine ecografica. Si tratta di lesioni sferiche a contenuto liquido.
Si distinguono in cisti semplici e complesse. Le prime hanno pareti sottili ed andamento benigno e sono spesso asintomatiche e non necessitano di terapia, se non in casi selezionati. Le cisti complesse, invece, hanno pareti ispessite, talvolta calcifiche, oppure con lesioni nodulari al loro interno. Talvolta per distinguerle da lesioni tumorali è necessario una loro asportazione.

Neoplasie del testicolo

I tumori del testicolo colpiscono più frequentemente in giovane età (18-35 anni) e fortunatamente non sono frequenti: rappresentano l’1% delle neoplasie maschili.
Generalmente la malattia si presenta come un modulo al testicolo di consistenza dura e non dolente.
La diagnosi si avvale, oltre che di una visita, anche dell’ecografia scrotale e dell’esecuzione di marcatori tumorali specifici, oltre che biopsia del testicolo in corso di intervento esplorativo. In caso di conferma del tumore si procede ad asportazione di testicolo e funicolo.
La stadiazione successiva, effettuata con TAC torace addome pelvi, permette di inviare il paziente a trattamenti integrati di chemioterapia e chirurgia che hanno consentito di ottenere ottimi risultati.

Neoplasie del pene

Si tratta di una neoplasia rara che può colpire a livello del glande o del prepuzio.
Ci si accorge della malattia in quanto compaiono alterazioni sulla superficie come ulcerazioni o noduli. Per la diagnosi è necessario spesso ricorrere ad una biopsia. Il trattamento dipende dall’estensione della malattia ed è generalmente chirurgico.

La prevenzione

Le strategie di prevenzione in oncologia prevedono una forma primaria ed una forma secondaria. 

La prevenzione oncologica “Primaria” ha lo scopo di ridurre l’insorgenza di neoplasie attraverso la riduzione dell’esposizione a fattori di rischio per esempio riduzione del fumo di tabacco, modifiche nello stile di vita e nell’alimentazione.
La prevenzione oncologica ”Secondaria” ha lo scopo di effettuare una diagnosi in una fase precoce, quando cioè sono maggiori le probabilità di guarigione. La prevenzione secondaria può essere effettuata attraverso l’individuazione dei sintomi iniziali della malattia come per esempio può essere l’ematuria (diagnosi precoce) o attraverso l’esecuzione di indagini diagnostiche sulla popolazione asintomatica (screening).
Un semplice esame del sangue, un’esplorazione rettale eseguita da mani esperte ed eventualmente un’ecografia prostatica trans-rettale, possono in molti casi essere sufficienti a diagnosticare precocemente le patologie della prostata e migliorarne di conseguenza la terapia e l’evoluzione (Società Italiana di Urologia).

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